Hai inviato la richiesta di risarcimento, sono passate settimane e l’assicurazione non risponde? Oppure è arrivata un’offerta che ti sembra troppo bassa rispetto ai danni che hai subito? Non sei obbligato ad accettare in silenzio. Oltre alla via giudiziale, esistono strumenti pensati proprio per tutelare chi ha un contenzioso con una compagnia: il reclamo alla compagnia e all’IVASS e, dal 2026, il nuovo Arbitro Assicurativo.
Vediamo come funzionano, quando conviene usarli e quali sono i loro limiti.
Primo passo: il reclamo scritto alla compagnia
Qualsiasi strada tu voglia percorrere, il punto di partenza è quasi sempre un reclamo formale inviato alla compagnia di assicurazione. Ogni compagnia ha un ufficio reclami dedicato, i cui riferimenti si trovano sul sito della compagnia stessa.
Nel reclamo è importante indicare:
- i tuoi dati e il numero di sinistro;
- una descrizione chiara del problema (ritardo, mancata risposta, offerta insufficiente, mancata nomina del perito, ecc.);
- cosa chiedi alla compagnia;
- la documentazione utile, in copia.
La compagnia ha 45 giorni per rispondere. Conserva sempre la prova dell’invio (PEC, raccomandata o ricevuta del modulo online).
Il reclamo all’IVASS
L’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) è l’autorità che vigila sulle compagnie assicurative. Se la compagnia non risponde entro 45 giorni o la risposta non ti soddisfa, puoi presentare un reclamo all’IVASS, allegando il reclamo già inviato alla compagnia e l’eventuale risposta.
È importante capire cosa può fare l’IVASS e cosa no:
- può intervenire sulla compagnia, chiedere chiarimenti, sollecitare il rispetto dei termini di legge e, in caso di violazioni, avviare procedimenti sanzionatori;
- non può stabilire quanto ti spetta né obbligare la compagnia a pagarti una determinata somma.
Il reclamo all’IVASS è quindi utile soprattutto nei casi di ritardi, silenzi e comportamenti scorretti della compagnia, ad esempio quando la compagnia non nomina il perito o non rispetta i tempi di liquidazione.
La novità: l’Arbitro Assicurativo
Dal 15 gennaio 2026 è operativo l’Arbitro Assicurativo, un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e compagnie (o intermediari) assicurativi, simile all’Arbitro Bancario Finanziario già esistente per banche e finanziarie.
Come funziona
- Prima di rivolgersi all’Arbitro è obbligatorio aver presentato un reclamo alla compagnia e aver atteso 45 giorni senza risposta, oppure aver ricevuto una risposta insoddisfacente.
- Il ricorso va presentato entro 12 mesi dal reclamo e riguarda fatti avvenuti non più di tre anni prima.
- La procedura si svolge interamente online, sul portale dell’Arbitro.
- Il ricorso costa 20 euro, che vengono rimborsati se la domanda viene accolta anche solo in parte.
- Il consumatore può presentare ricorso da solo, senza obbligo di assistenza legale.
- La decisione arriva di norma entro 180 giorni, prorogabili nei casi complessi.
I limiti da conoscere
Le decisioni dell’Arbitro non sono vincolanti come una sentenza: se la compagnia non le rispetta, l’inadempimento viene reso pubblico, ma per ottenere il pagamento forzato bisogna comunque rivolgersi al giudice. Inoltre, alcune materie sono escluse: ad esempio le controversie che riguardano il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
Resta sempre possibile, in qualsiasi momento, rivolgersi al tribunale.
Reclamo, Arbitro o avvocato: quale strada scegliere?
Dipende dal problema:
- La compagnia è in ritardo o non risponde: un reclamo ben scritto, eventualmente seguito da un reclamo all’IVASS, spesso è sufficiente a sbloccare la pratica.
- C’è un disaccordo su una somma contenuta: l’Arbitro Assicurativo può essere un’alternativa rapida ed economica (conviene verificare prima, sul portale dell’Arbitro, che il proprio caso rientri tra quelli ammessi).
- Hai subito lesioni fisiche e l’offerta non riconosce tutti i danni (danno biologico, morale, spese mediche, mancato guadagno): in questi casi la valutazione del danno richiede competenze medico-legali e giuridiche specifiche. Affidarsi a professionisti è la scelta che tutela meglio i tuoi interessi.
Un’avvertenza importante: non firmare quietanze e non incassare offerte se non sei convinto dell’importo. Accettare un pagamento “a saldo” può chiudere definitivamente la pratica.
Domande frequenti
Il reclamo all’IVASS è a pagamento?
No, il reclamo all’IVASS è gratuito e si può presentare anche online.
Posso andare dall’Arbitro e poi in tribunale?
Sì. Il ricorso all’Arbitro non preclude la possibilità di rivolgersi successivamente al giudice.
L’Arbitro può decidere quanto vale il mio danno fisico?
L’Arbitro decide sulla controversia sottoposta, ma per danni fisici importanti la quantificazione richiede perizie medico-legali: è preferibile farsi assistere da professionisti per non sottostimare quanto ti spetta.
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✍️ A cura del Team H24 Incidente
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